10-D.Fly

(…continua)

Frodo riprese a raccontare la storia di Bilbo e dell’anello: <<Quando Gollum si acquattò davanti ad un varco nascosto che portava all’ingresso inferiore alle miniere, Bilbo lo scavalcò e fuggì, inseguito dalle grida di disperazione e di odio del nemico, che aveva capito di essere stato derubato e imbrogliato.

Quando Bilbo raggiunse i compagni raccontò loro però una storia dell’anello leggermente diversa da quella che sto raccontando a voi. Raccontò del ritrovamento casuale e del Gioco degli Indovinelli, ma disse che Gollum gli aveva promesso un anello magico in regalo in caso di vittoria. Quando Gollum non trovò l’anello che avrebbe dovuto regalargli, lui non gli disse di averlo trovato nella galleria e, siccome aveva vinto, se lo tenne in silenzio, pensando che fosse un suo diritto. Spiegò che in cambio come premio chiese che la strana ed inquietante creatura gli indicasse la via d’uscita.

Gandalf però non credette a questo racconto. Qualcosa nel comportamento di Bilbo non lo convinceva. Sentiva che non gli stava dicendo tutta la verità e questo lo preoccupava molto.

Durante la missione Bilbo usò l’anello molte volte, soprattutto per soccorrere gli amici. Ma non lo disse.>>

<<Quanti misteri>> lo interruppe La Peche <<inizio a confondermi. >>

<<Vai avanti, Frodo! La storia è molto interessante. Voglio sapere!>> incalzò Dragonfly.

Frodo riprese il racconto: <<Il 22 giugno, giorno del suo cinquantaduesimo compleanno, nel 1342 C.C., Bilbo tornò a Casa Baggins.

Solo allora parlò francamente dell’anello con Gandalf e con me, e decise anche di mostrarmi la relazione di viaggio che stava scrivendo.

Una volta a casa appese la sua spada, Pungiglione, sopra al camino, consegnò la sua meravigliosa cotta di maglia, dono dei Nani, a Casa Mathom di Gran Sterro, e ripose la sua mantella verde in un cassetto.

Come altre armi elfiche, la lama di Pungiglione aveva la particolarità di illuminarsi di una leggero alone azzurro in presenza di nemici, cosa che permetteva al proprietario di percepire le minacce incombenti.

L’anello invece Bilbo lo portava sempre con sè, in tasca, legato ad una catenella.

La sera della sua ultima festa di compleanno qui ad Hobbiton, ha ripreso e portato vie queste cose…e mi ha lasciato l’anello.

Gandalf però ha dei brutti presentimenti sull’anello. Non ci vede chiaro. E’ andato alla ricerca di risposte.>>

<<Che tipo di risposte?>>

<<Non lo so. Non me lo ha detto.>>

<<E adesso?>>

<<Adesso possiamo fare una sola cosa: aspettare che Gandalf torni.>>

<<Sì, ma…>>

<<Niente ma! Dobbiamo aspettare e…>>

<<…e non parlare più di quanto vi ho raccontanto.>>

<<Ma, scusa, perché?>>

<<Niente perché! Non possiamo rischiare che qualcuno venga a conoscenza di questa vecchia storia. Questo è il tempo dell’attesa. E basta! Senza discussione. Io mi sono fidato di voi e voi adesso dovete fare quello che vi dico. Non appena tornerà Gandalf, sapremo cosa fare. Ora continuiamo a fare la nostra vita e a godere della nostra tranquillità.>>

<<D’accordo, Peche?>>

<<D’accordo!>>

<<D’accordo, D.Fly?>>

<<D.Fly?>> fecero in coro le due amiche guardandosi sorprese.

<<D.Fly, sì, come Peche…così quando vi devo chiamare faccio prima. Volete mettere, La Pecheronza e Dragonfly, e Pache e DFly? Tutta un’altra cosa. >> rispose Frodo facendo una sonora risata.

Peche e Dfly si unirono alla risata di Frodo.

La sconvolgente storia che era stata raccontata quella sera a Casa Baggins fu dimenticata.

Ma Frodo e La Peche non si accorsero che Dragonfly non aveva risposto a Frodo.

(continua…)