(…continua)
Rientrando Dragonfly notò che in casa c’era un’aria strana.
Niente chiacchiere, niente risate, nessun ronzio. Frodo, in piedi vicino alla poltrona, fissava il vuoto e La Pecheronza, seduta sulla sua spalla, teneva il capo chino.

<<Posso sapere cosa è successo?>>
La Peche alzò lo sguardo verso di lei, ma fu Frodo a parlare.
<<Peche mi ha fatto una confidenza poco fa ed io sto pensando di condividere con voi una vecchia storia. La storia da cui è iniziato tutto.>>

La Peche e Dragonfly si guardarono e rimasero in attesa.
<<Dovete promettermi però che quanto vi racconterò rimarrà un segreto tra noi.>>
Frodo le guardò per un lungo attimo e poi iniziò.

<<Bilbo fu il primo Hobbit a diventare famoso nel resto del mondo.
Un giorno si presentò a casa sua il Grande Mago “Gandalf il Grigio”, accompagnato da tredici nani: Thorin Scudidiquercia e i suoi dodici compagni.

Una mattina di aprile del 1341 C.C., Bilbo partì insieme a loro alla ricerca di un grande tesoro:
la riserva dei nani appartenuta ai Re, sotto la Montagna, ai piedi di Erebor, la Montagna solitaria. Molto lontano.


Trovarono il grande tesoro, ma incontrarono Orchi e Draghi. Combatterono la Battaglia dei Cinque Eserciti, in cui Thorin perse la vita, compirono molte gesta gloriose e giunsero alla vittoria definitiva.
Successe però una cosa…molto particolare…
Durante l’attacco degli Orchi, sui Monti Brumosi, Bilbo si smarrì nelle nere miniere scavate nelle profondità dei monti.
Barcollando nell’oscurità toccò il terreno e, ad un certo punto, la sua mano toccò un anello; lo prese e se lo mise in tasca.

Cercando una via di uscita scese ancora più in profondità, fino alle radici dei monti e fu costretto a fermarsi.
In fondo ad una galleria c’era un gelido lago con al centro un’isola di roccia.

Lì viveva una creatura piccola e disgustosa, con occhi smorti e luminescenti. Si spostava su una barchetta , usando i piedi come pagaie. Si nutriva di pesci crudi che catturava con le sue lunghe dita. Mangiava ogni essere vivente. Anche gli Orchi, se riusciva a catturarli. Il nome di questa strana ed inquietante creatura era Gollum.
Un tempo Gollum viveva alla luce e venne in possesso, non si sa come, di un anello. L’anello era d’oro e aveva il potere di rendere invisibile chi lo indossava. Lui lo portava sempre con sè, tranne quando andava a caccia o spiava gli orchi delle miniere; allora lo nascondeva in un buco, nell’isola. L’anello era l’unica cosa che Gollum amava e lo chiamava “Tesoro”.

Quando incontrò Bilbo, Gollum non aveva con sè l’anello. Per questo motivo non lo attaccò subito.

Bilbo aveva un coltello elfico che gli fungeva da spada.
Per questo motivo Gollum non lo attaccò subito e decise di prendere tempo, sfidandolo al Gioco degli indovinelli. Se non avesse risposto ad un indovinello proposto da lui, lo avrebbe ucciso e mangiato, se invece ci fosse riuscito, avrebbe esaudito i suoi desideri conducendolo fuori dalla galleria.

Bilbo, smarrito nell’oscurità, impossibilitato ad andare avanti e indietro, accettò la sfida di Gollum.

I due si scambiarono numerosi indovinelli. Ad un certo punto Bilbo propose a Gollum l’ultimo indovinello, a cui Gollum rispose, anche se, secondo le regole del Gioco, era più una domanda: <<Che cos’ho in tasca?>>

Gollum non seppe rispondere, ma, nonostante il suo cuore fosse nero e vi albergasse solo la perfidia, mantenne la promessa. Bilbo come premio, al posto del regalo, si fece indicare la via d’uscita.
A Gollum interessava solo ritrovare il suo Tesoro, perciò gliela indicò e andò a cercarlo.
Ma l’anello non era più sull’isola: lo aveva perso. Era sparito. Iniziò allora a gridare e le sue grida fecero rabbrividire Bilbo, che non aveva capito cosa fosse successo.
Gollum invece, pazzo di rabbia, dopo poco iniziò a capire cosa aveva quell’Hobbit in tasca. Tornò allora di corsa indietro per trucidarlo, ma Bilbo capì il pericolo e fuggì lontano dall’acqua.
Mentre correva mise la mano in tasca e l’anello gli si infilò al dito.
Gollum lo superò senza vederlo e si mise di guardia all’uscita per catturarlo, inveendo e parlando da solo.

Bilbo procedeva con cautela, prestando attenzione a quello che diceva il mostricciattolo.
Capì allora quale verità nascondeva l’anello che aveva trovato e comprese che proprio grazie all’anello sarebbe sfuggito a Gollum e agli Orchi.>>

A questo punto Frodo interruppe il racconto.
<<Vai avanti, ti prego!>> lo sollecitarono insieme La Peche e Dragonfly.
(continua…)

