La margherita

La margherita è il nome volgare delle piante appartenenti alla grande famiglia delle “composite”.

Il termine “composite” significa che quello che sembra un fiore unico in realtà è “composto” da tanti piccoli fiori. La composizione si chiama “capolino”: la parte gialla è composta da tantissimi piccoli fiorellini tubolari; i petali sono in realtà fiori “linguati” bianchi.

Esistono tanti tipi di margherite, i più comuni sono:

1) margherite pratoline: sono le margherite piccoline presenti nei prati e nei campi. La margherita pratolina è bianca ma può avere anche le punte rosa quando è chiusa o appena sbocciata;

2) margherita dei prati: è la margherita “da mazzo”, con uno stelo lungo e sottile;

3) margherita gigante: è molto robusta e i fiori arrivano fino a dieci centimetri di diametro;

4) margherita gialla o dorata: con fiori di colore interamente giallo-oro e con foglie “dentate”.

Questi fiori, anche se sono simili, non devono essere scambiati per margherite; possiamo però chiamarli “cugini” e sono: girasole, carciofo, tarassaco.

La margherita ha una caratteristica curiosa: i fiori si chiudono al tramonto o quando il cielo è coperto e si riaprono quando esce il sole!

V.C.

Curiosità

La margherita è simbolo di:

purezza e innocenza;

nuovi inizi e speranza;

amore semplice e sincero, spesso associata al gioco tradizionale “m’ama non m’ama”.

Clima ideale: temperato, con esposizione diretta al sole. La margherita tollera bene il freddo ma teme gli inverni rigidi con gelate prolungate.

Esposizione: richiede almeno 6 ore di sole al giorno. In zone troppo ombreggiate, la fioritura sarà scarsa.

Periodo di semina: da febbraio a maggio.

Si semina in file distanziate di circa 20-30 cm. I semi vanno coperti con un leggero strato di terriccio. Il terreno deve essere mantenuto costantemente umido fino alla germinazione, che avviene in 10-14 giorni.

La margherita adulta può essere divisa in piante più piccole in primavera o autunno.