Nella piccola locanda “Cespo d’Edera”, lungo la via di Acquariva, teneva banco Ham Gamgee, detto “il Veglio”. Aveva lavorato per quarant’anni come giardiniere a Casa Baggings ed ora era suo figlio Sam a svolgere quel lavoro, perché lui stava diventando vecchio e con le articolazioni anchilosate. Padre e figlio erano in ottimi rapporti con Bilbo e Frodo ed erano anche loro vicini; abitavano infatti proprio sotto Casa Baggings, sulla collina, al numero 3 di Vico Scarcasacco.
<<Il signor Bilbo è un gentilhobbit ammodo, compitissimo, come ho sempre detto.>>disse il Veglio e raccontò che Bilbo lo trattava sempre con i guanti, che lo consultava di continuo sulla crescita delle verdure e che lo chiamava Mastro Hamfast.
Il Veglio difendeva anche Frodo, la cui unica colpa era, stando alle voci, essere un Brandaino di Landaino, proveniva cioè dalla parte sbagliata del fiume Brandivino, a ridosso della Vecchia Foresta.
Bilbo…Frodo…il fiume Brandivino…la Vecchia Foresta…?…La Pecheronza si chiedeva di chi si stesse parlando e soprattutto non riusciva a capire dove fosse capitata. L’ultima cosa che ricordava era lo spaventapasseri nel giardino della scuola; ci si era posata un attimo ad osservare i bambini che innaffiavano i fiori, subito dopo pranzo. Poi non ricordava più nulla. E adesso? Che strano posto era quello???
Peche, appoggiata alla piccola finestra della locanda, continuò ad ascoltare, per cercare di capirci qualcosa.
<<Dovete sapere>>stava continuando il Veglio<<che Frodo, rimasto orfano, crebbe a Palazzo Brandy, dove suo nonno ospitava ogni giorno innumerevoli parenti. Un vero formicaio. Il padre era un Baggings, Drogo Baggings, persona perbene e rispettabile, cugino del signor Bilbo.>>
Secondo il Veglio il signor Bilbo non avrebbe potuto fare opera migliore quando riportò il ragazzo a vivere tra persone perbene.
Nella piccola locanda si parlava anche dei Sackville-Baggings, i parenti di Bilbo che avevano sperato più volte di entrare in possesso dei suoi beni e che mai vi riuscirono. Quando egli partì e si pensò che fosse morto, essi avevano creduto di diventare i padroni di Casa Baggings, ma lui tornò e li cacciò.
Poi Bilbo continuò a vivere anni e anni senza invecchiare d’un solo giorno e, di punto in bianco, nominò suo erede Frodo.
Peche era sempre più confusa, ma si stava appassionando a quelle vicende familiari.
Alla locanda si parlava anche di un tesoro. Un forestiero, in visita d’affari a Gran Sterro, nel Quartiero Ovest, raccontò di aver sentito dire che tutta la cima della collina era una rete di gallerie piene zeppe di forzieri d’oro e d’argento e chissà cos’altro.
Il Veglio disse di non aver mai sentito parlare di gioielli e di non sapere nulla di gallerie né di tesori di alcun genere. Sostenne invece con fermezza che al signor Bilbo non mancavano i soldi semplicemente perché era un tipo attento a spendere.
<<Vidi il signor Bilbo al suo ritorno, una sessantina di anni fa, quando ero un ragazzo. Risaliva la collina con un cavallino carico di sacchi giganteschi e un paio di forzieri. Non dubito che fossero pieni di tesori da lui raccolti in terre straniere, dove dicono che ci sono montagne d’oro. Ma non erano abbastanza però da riempire gallerie. Ma mio figlio Sam ne sa sicuramente più di me, perché va e viene da casa Baggings, ed ha una vera passione per le storie dei vecchi tempi e ascolta tutti i racconti del signor Bilbo.
Il signor Bilbo gli ha insegnato a leggere e a scrivere. Ma io penso che si debba occupare di cavoli e patate e non di Elfi e di Draghi. Gli dico che non deve immischiarsi nelle faccende dei suoi superiori, altrimenti finirà in guai troppo grossi per lui.>>
Il Veglio però non convinse gli ascoltatori e neppure La Pecheronza, perché la ricchezza di Bilbo solleticava la curiosità di tutti.
Mentre La Pecheronza era lì a guardare l’interno del “Cespo d’Edera” e i presenti, a dire il vero molto strani, un certo “mugnaio” prese la parola. Disse che era opinione invalsa che Bilbo “rimpolpava” il suo “bottino”, poiché spesso era via e la sua casa era frequentata da tipi strani, nani che arrivavano di notte, Gandalf l’illusionista e così via.
<<Dì quello che ti pare, Veglio, ma Casa Baggings è un posto strano e chi ci abita lo è anche di più.>>
<<Di’ quello che ti pare, ma se quello è essere strani,>> ribattè il Veglio << allora da queste parti avremmo bisogno di un po’ più di stranezza. Nei paraggi c’è chi non offrirebbe un boccale di birra ad una amico neanche se vivesse in un buco con le pareti rivestite d’oro. A Casa Baggings invece fanno le cose come si deve. Il nostro Sam dice che alla festa verranno invitati tutti e ci saranno regali per tutti! Non so se ci capiamo. Da qui a un mese.>>
Peche aveva partecipato solo ad una festa. Erano gli ultimi giorni di scuola e i bambini avevano organizzato una festa in giardino. Erano arrivati genitori, fratelli e nonni. Tutti ridevano ed erano felici.
Se lì si stava organizzando una festa, non se la voleva perdere e sarebbe rimasta, a qualunque costo.
(continua…)







