6 – Il gran finale

WHOOSH!

SQUASH!

SPLASH!

SPATAPLASH!

Pecheronza e Gocciolina scendono dal torrente trascinate da una corrente velocissima.

Gocciolina schizza come un razzo trascinandosi dietro Pecheronza che viene sbatacchiata, PUTUPUM! PUTUPAM!, di qua e di là e fa fatica a restarle aggrappata e a schivare tutti gli ostacoli.

Ad un tratto

WHOOSH! SQUASH! SPASH! SPATAPLASH! SBOOOOOONGH!

Pecheronza si schianta contro un ramo e …ci si ritrova abbracciata!

CRACK!

Il ramo si spezza e la piccola ape ci si ritrova sopra a cavalcioni, e Gocciolina sulle sue spalle è aggrappata alle ali.

WHOOSH! SQUASH! SPASH! SPATAPLASH! UAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!

HI! HA!

Gocciolina sembra una cow-girl al rodeo: agita un filo d’erba come se fosse un lazo, mentre la palla rosso fuoco inizia la sua discesa all’orizzonte.

E’ il momento magico in cui il sole scompare sotto all’orizzonte, regalando al cielo sfumature di arancione, rosso e rosa. Le montagne sembrano scolpite nel fuoco. Pian piano le chiazze di luce rossiccia disseminate qua e là, vengono inghiottite dal buio che incombe, e il cielo serale arancione si dissipa verso l’alto, con sfumature dal verde al nero.

Mentre il sole sempre più impallidisce, la luna sorge nella sua mite gloria.

La corrente ad un tratto rallenta ed il ramo ferma la sua corsa.

Pecheronza è bagnata fradicia, ma stavolta si è molto divertita; mai avrebbe immaginato di fare rafting.

<<Wow, che forza! Un altro giorno torniamo e lo rifacciamo, vero Gocciolina!?!>>

<<Sì, sì>> risponde distrattamente questa, che sta cercando di capire perchè si è fermato tutto.Si guarda intorno. Aguzza l’udito.

Si sta facendo buio e uno spicchio di luna brilla appena. Gocciolina vede tanta acqua, ma sa di non essere ancora arrivata al mare.

Tutt’intorno ci sono alberi, alberi a non finire e, dietro, le montagne. La cosa più strana però è quel ponte altissimo, che però ponte non è, e che fa da sbarramento all’acqua, che pian piano si muove illuminata dalle luci di tanti fari.

SWISSSSSSS

WUZZZZZ

BZZZZ

THUMP

SOCK

GRUNF-GRUNF

AUUUUUUUUUUUUHHHHH

Gocciolina, tremante, abbraccia Pecheronza: tutti quei rumori lei non li conosce e le ombre che si muovono tra gli alberi le sembrano minacciose.

Adesso è Pecheronza che spiega a Gocciolina:<<Sono gli animali notturni che si aggirano nel bosco in cerca di cibo. Cinghiali, lupi, UH-UH…civette…>>

All’improvviso un movimento veloce proprio vicino a loro. Una topolina sgattaiola e si nasconde tra le foglie cadute di una quercia.

<<SQUIT-SQUIT! Nascondetemi, veloci! Ho un appuntamento importante a cui non posso mancare.>>

<<Con chi?>> chiedono in coro Pecheronza e Gocciolina.

Mettendo la punta del musetto fuori dalle foglie, la topolina risponde:<<Secondo voi? Col Bianconoglio, no!>>

Pecheronza e Gocciolina si guardano come a chiedersi “ma chi è Bianconiglio?”

<<Vabbè, ho capito! Seguitemi!>>

Ormai è buio e le due amiche non si sentono tranquille a rimanere sole in quel posto che non conoscono. Decidono di andare con lei.

La topolina esce dal nascondiglio e corre velocemente ed entra nel bosco. Raggiunge una radura. Lì, al centro, seduto su un ceppo, c’è un coniglio bianco che sta guardando nervosamente un orologio che sbuca dal taschino del suo panciotto, e tamburella con un piede.

La topolina attraversa la radura, seguita da Pecheronza e Gocciolina, e arriva davanti a lui.

<<Ma è questa l’ora di arrivare?>> Bianconiglio non aspetta risposta e scappa subito nel fitto del bosco.

La topolina e le due amiche lo inseguono.

<<E’ un coniglio col panciotto…>>bisbiglia Pecheronza a Gocciolina.

<<E’ tardi! E’ tardi! E tardi!>>

<<Perchè mai dovrebbe essere tardi per un coniglio?>> chiede Gocciolina a Pecheronza.

Mah!

<<In ritardo siamo già! Non aspetta che me! Non ci possiamo trattener!>> dice velocemente Bianconiglio, mentre scompare tra gli alberi.

La topolina e le due amiche fanno fatica a stargli dietro.

Il gruppetto, dopo una corsa che è durata tutta la notte, arriva in uno strano posto.

Le ragnatele, come tende, si stendono, coperte di rugiada, tra un ramoscello e l’altro. A terra un intrico di rami e foglie. Ci sono funghi dappertutto e una quercia caduta, con le radici fuori dalla terra, proprio al centro. Una nebbiolina sottile rende l’aria umida e fredda. Sono le prime luci dell’alba che schiariscono tutto e accorciano le ombre.

Tante libellule svolazzano intorno ad una ragazza. E’ alta e vestita di nero; indossa leggins, scarpe da tennis, felpa e un cappellino con visiera, da cui fuoriescono folti capelli neri come il cioccolato fondente, lisci e raccolti in una coda di cavallo. La sua carnagione ha il colore del caffèllatte. Sta guardando una pergamena lunghissima e piena di disegni.

Bianconiglio e la topolina spiegano a Pecheronza e Gocciolina che quella ragazza si chiama Alice e che sta consultando il “Compendio Calendrico”.

<<Ma che è?>>chiedono Pecheronza e Gocciolina.

<<E’ un calendario del tempo passato, presente e futuro.>>risponde la topolina.

<<Devo trovare un’ape e una goccia d’acqua! Ma come faccio a trovare quelle giuste?>> sta dicendo con ansia Alice.

Bianconiglio e la topolina si voltano e fissano Pecheronza e Gocciolina.

<<Che c’è? Perchè ci state fissando??>>

A questo punto Alice alza lo sguardo e punta i suoi occhi, scuri come due chicchi di caffe, su di loro e grida:<<Sono loro!!!>>

<<Loro chi?>>chiedono Pecheronza e Gocciolina.

Alice fa cenno di avvicinarsi.

Pecheronza e Gocciolina volano, tenendosi per mano, fino al Compendio e vedono quello che Alice sta indicando. Sulla pergamena si vede Alice che, seguendo un’apetta e una gocciolina d’acqua, trova un mostro a forma di sacco.

Pecheronza e Gocciolina non capiscono.

<<Lui è Puzzoman, un mostro che sta mettendo in pericolo gli ecosistemi acquatici. Io devo aiutare il Re degli gnomi a salvare ACQUAMONDO.>>

<<Non perdiamo altro tempo! Andiamo a scovarlo!!E’ tardi! E’ tardi assai!>>sollecita tutti il Bianconiglio.

<<Secondo me loro due sono quelle sbagliate e faremo tutti una brutta fine…>> sentenzia la topolina in modo sgarbato.

Nessuno la prende in considerazione.

Gocciolina, nel sentire che Acquamondo è in serio pericolo, è terrorizzata e supplica Pecheronza di fare qualcosa. Pecheronza però è spaventata al pensiero di dover incontrare quel mostro orrendo…

Alice spiega a tutti quale sarà il viaggio che dovranno affrontare.

<<Dobbiamo andare fino al lago di Fiastra e scendere il Fiastrone fino a Belforte. Lì entriamo nel Chienti e proseguiamo fino al mare.>>

<<Ma, a piedi?>> chiede Gocciolina.

<<No, via acqua!>>

<<Ma che, nuotando?>> chiede Pecheronza.

<<Ma che dici? Ci dobbiamo procurare una barca!>> risponde la topolina seccata.

<<Presto, presto! Prima che si faccia giorno, raggiungiamo la riva del lago e rubiamo una barca.>> dice il Bianconiglio.

<<NO!>> lo corregge Alice <<non si ruba! La prenderemo in prestito.>>

<<Finirà male. Finirà male, lo sento…>> conclude la topolina.

<<Scusaci topolina, possiamo farti una domanda?…come ti chiami?>>

<<Bibì>><<e voi?>>

<<Pecheronza e Gocciolina>>

Fatte anche le presentazioni, lo strano gruppo corre fuori dal bosco, prendendo una scorciatoia che conosce solo Alice, e raggiunge la riva del lago. Davanti a loro le acque tranquille brillano d’argento e alcune barchette ondeggiano silenziose ormeggiate a riva.

Il Bianconiglio scatta davanti a tutti e sale su una piccola barca a vela verde. Alice scioglie gli ormeggi e pian piano l’imbarcazione prende il largo.

La navigazione è tranquilla e i marinai improvvisati non devono affrontare particolari problemi mentre scendono dalla montagna.

Ad un tratto le acque del fiumiciattolo si riversano in un fiume più grande: sono arrivati al Chienti. E’ mezzogiorno: il campanile di Belforte sta battendo le ore.

DIN-DON! DON-DIN!…

In quel momento sta passando una zattera trascinata dalla corrente. Sopra ci sono: una bambina con un cane in braccio, un leone e un taglialegna di latta. Tutti stanno piangendo, tranne il taglialegna che si sta asciugando le lacrime con il vestito della bambina.

Pecheronza, insieme a Gocciolina come sempre, vola verso quegli strani viaggiatori a chiedere che cosa è successo.

La bambina spiega che , mentre stavano percorrendo una strada di mattoni gialli, che li avrebbe portati dal Mago di Oz, hanno dovuto attraversare un fiume. Il loro amico Spaventapasseri però è rimasto attaccato al palo con cui stava spingendo la zattera, che si è conficcato nel terreno troppo in profondità, e non hanno potuto fare niente per salvarlo. Perciò ora sono tristi perchè è rimasto lì, in mezzo al fiume.

Pecheronza sente di dover intervenire anche questa volta.

Vola verso la barchetta verde e spiega la situazione ai suoi nuovi amici. Concordano che lo Spaventapasseri va aiutato.

Pecheronza e Gocciolina volano risalendo il fiume fino a quando non avvistano lo sventurato. Lo Spaventapasseri è abbracciato ad un lungo palo che ondeggia pericolosamente nel mezzo del fiume.

<<Eccoci, siamo qui per aiutarti!>> gli gridano in coro.

<<State lontane, potrebbe essere pericoloso!>>

<<Fidati di noi>>replica Pecheronza<<all’occorrenza riusciamo a fare cose che non puoi nemmeno immaginare.>>

<<Allora avvicinatevi e aiutatemi a far cadere il palo. Se la cima si appoggerà a riva, io riuscirò a salvarmi scivolandoci sopra.>>

Pecheronza e Gocciolina iniziano a spingere nella direzione indicata dallo Spaventapasseri e, dopo poco, il palo fuoriesce dal terreno e va a cadere sulla riva destra del fiume.

Lo Spaventapasseri, sostenuto anche da Pecheronza e Gocciolina che lo aiutano a tenersi in equilibrio, come un funambolo ubriaco riesce a raggiungere la terraferma.

URRA’! EVVIVA!! URRA’!!!

<<Amiche, vi sarò grato per tutta la vita, ma ora devo scappare, perchè devo raggiungere i miei amici, che sono stati trascinati via dalla corrente a bordo di una zattera…>>

<<Lo sappiamo! E’ per questo che siamo qui. Ci siamo incontrati per caso e ci hanno detto di te.>>

<<Corriamo allora, che forse riusciamo a riprenderli e a proseguire il viaggio insieme…a meno che la corrente non si sia fatta più forte e li abbia trascinati via per sempre…>>aggiunge, facendosi improvvisamente triste e malinconico, lo Spaventapasseri.

<<Non preoccuparti>> lo rincuora Gocciolina <<a Sforzacosta la corrente rallenta tantissimo e, se saremo fortunati, potremmo anche trovarli incagliati sotto al ponte. Lì si raccolgono sempre tanti sedimenti: foglie, rami, pietre, ciottoli. Su con la vita! Andiamo!>>

Lo Spaventapasseri, incespicando “una su tre”, rincuorato segue fiducioso Goccioliuna e Pecheronza.

La corsa dello sparuto gruppetto procede senza intoppi. All’altezza di Tolentino Gocciolina, come una guida esperta, spiega che lì c’è la Basilica di San Nicola ed indica quello che tutti chiamano “il ponte del diavolo”.

Continuando a scendere Pecheronza vede che ci sono tante fabbriche e lo Spaventapasseri, SNIF-SNIF, sente che c’è tanta puzza di uova marce. Gocciolina spiega che quel cattivo odore è dovuto alla lavorazione dei pellami.

Correndo, correndo i tre arrivano a Sforzacosta.

<<Eccoli, sono là!>> dice Pecheronza indicando la piccola barca verde e la zattera ferme , tra rami e pietre, all’altezza di una pizzeria.

<<Che profumino delizioso…>> dice lo Spaventapasseri.

<<E’ “Il Tarantino”, la pizzeria di Sforzacosta, che fa una pizza buonissima!>> spiega ancora Gocciolina.

<<Amici, eccomi, sono qui!!!…>>grida lo Spaventapasseri.

Gli amici si voltano e , per la felicità, iniziano a saltare e ad abbracciarsi.

CRAAACK!

La zattera si spezza e la bambina e il cane, il leone e il taglialegna di latta cadono sui ciottoli bagnati, in mezzo a rami spezzati.

Il taglialegna di latta ammaccato e bagnato inizia a piangere e a lamentarsi:<<Aiuto, sto arrugginendo!>>

<<Presto salite>> li incita Alice <<li aspettiamo insieme. E a te, taglialegna, penserò io.>>

Mentre Alice, dopo aver sistemato alla meglio la latta del taglialegna, è intenta ad oliarlo, Pecheronza, Gocciolina e lo Spaventapasseri finalmente li raggiungono.

Lo Spaventapasseri salta dentro alla barchetta verde, ormai piena fino a scoppiare, e cade inciampando sul bordo.

Dopo tanti abbracci, il Bianconiglio, sempre con l’orologio in mano, mette fretta a tutti, ricordando che devono trovare Puzzoman prima che sia troppo tardi.

<<Ma noi dobbiamo ritrovare la strada di mattoni gialli. Stiamo andando dal Mago di OZ.>> dice la bambina.

Alice la guarda perplessa. Non sa chi sia Oz, ma ora non ha tempo per chiedere spiegazioni. Le propone di andare con loro. Spiega l’importanza della missione che devono portare a termine e promette di aiutarli a ritrovare la strada che stanno cercando, una volta concluso tutto.

La bambina guarda i suoi amici e, dopo un rapido scambio di sguardi, decidono di accettare la proposta.

<<Va bene, andiamo.>><<A proposito, io mi chiamo Doroty e lui è Totò, il mio cagnolino. Loro sono lo Spaventapasseri, Il Taglialegna e il Leone.>>

<<Ciao, Doroty! Benvenuti a bordo, ragazzi!>>

Si aiuteranno a vicenda.

Il Leone, il più forte di tutti, scende dalla barca e la spinge verso il centro del fiume, poi spicca un salto e sale.

La barca, sotto il peso improvviso del pesante animale, rischia di ribaltarsi, ma ritrova dopo poco l’equilibrio e comincia ad andare.

Ad un certo punto…

SNIF-SNIF!

…lo Spaventapasseri inizia ad annusare l’aria.

<<Ma che, sei un cane?>>gli dicono gli altri.

<<Non sentite anche voi questo profumo di caffè?>>

SNIF-SNIF!

<<E’ vero!…si sente proprio…>>

<<E’ la torrefazione “Romcaffè” il caffè più buono che c’è. Siamo all’altezza di Piediripa. Lassù c’è Macerata. Quando inizia la stagione lirica, la musica dello Sferisterio arriva fin quaggiù.>> spiega ancora Gocciolina.

Dopo poco…

SNIF-SNIF!

…e tutti…

SNIF-SNIF!

<<Ma non si sente più il profumo di caffè.>> dicono.

<<Ma non sentite questo profumo di pane appena sfornato?>>

<<Mamma mia, che fame!>>

<<Non mi ricordo più quando è stata l’ultima volta che ho mangiato…>>

<<La mia pancia brontola…>>

<<La mia urla proprio…>>

<<Non possiamo andare a combattere con la pancia vuota!>> dice Alice <<Capiamo da dove arriva questo profumo e fermiamoci a mangiare.>>

Stavolta Gocciolina non sa rispondere.

<<Mi dispiace, ma l’ultima volta che sono passata di qui non c’era alcun forno.>>

L’imbarcazione prosegue la navigazione fino a quando non arriva all’altezza di un piccolo mulino ad acqua.

E’ una piccola casetta gialla con il tetto rosso e una grande ruota che gira. Alle finestre ci sono tendine e vasi di fiori. Sopra all’ingresso c’è un’insegna di ferro sospesa a due catenelle: “Panetteria da Violetta”. Tutt’intorno ci sono tanti cespugli e alberelli carichi di frutta matura.

Dal comignolo esce un filo di fumo al profumo di pane fresco.

<<Ecco da dove arriva il profumino!>>

<<Fermiamoci a mangiare!>> dice Alice

La barchetta si avvicina ad un piccolo pontile ed il gruppo risale le scalette di legno e si avvia, in fila indiana, verso il mulino.

Una bellissima ragazza bionda li attende all’ingresso. Ha lunghi capelli raccolti in una treccia e un cappello da pasticciera. Indossa un abito rosa con maniche corte a sbuffo, il bustino stretto e la gonna vaporosa lunga fino al ginocchio. Sopra ha un grembiulino bianco di tessuto leggero e trasparente. Ai piedi indossa un paio di scarpette rosse di vernice.

<<Benvenuti nella mia panetteria! Io sono Violetta e sono qui per esaudire i vostri desideri.>>

Il Leone, felice e contento, sorpassa tutti, entra per primo e si siede. Subito dietro entrano gli altri e trovano posto.

Fanno attenzione a non sedersi vicini il Taglialegna di latta e Gocciolina, il Leone e la topolina, perchè Bibì non si fida di nessuno e figuriamoci di un leone sempre affamato.

Pizzette e focaccine, pane fragrante e croccante, pasticcini alla frutta e alla crema, alla vaniglia e al cioccolato, piccoli e grandi, e torte di ogni tipo.

Alla fine sono talmente sazi e con lo stomaco così pieno, che vengono presi da una grande sonnolenza.

Mentre stanno sonnecchiando, Doroty si accorge che Violetta apre una porta nascosta dietro ad un grande quadro e scompare. Totò inizia ad abbaiare furiosamente.

Violetta esce velocemente da quella porta e rimette a posto il quadro.

Doroty, con gli occhi socchiusi, si accorge che la pasticciera ha un paio di scarpette ai piedi, che lei è certa di aver già visto…

Ma sì, certo, sono le scarpette della Strega!

La bambina è ormai sveglia , ma finge di continuare a dormire, per non far accorgere la Strega che l’ha riconosciuta. A questo punto deve trovare una soluzione…

Nel frattempo Pecheronza, golosa di polline, nell’ora calda del pomeriggio sta ronzando fra i fiori di gelsomino e di pitosforo insieme a Gocciolina, facendo attenzione a non stare troppo al sole, altrimenti la sua amica potrebbe sfuggirgli di mano. Quando però sente il cagnolino abbaiare, si fionda dentro a controllare cosa sta succedendo.

Appena Violetta vede l’ape, prende una paletta per ucciderla. Pecheronza scatta via e Violetta inizia ad agitare freneticamente la paletta per acchiapparla.

Doroty approfitta della distrazione della pasticciera per alzarsi, prendere velocemente un vassoio e…PUM! colpirla il più forte possibile.

Violetta barcolla e poi cade a terra stordita.

A questo punto Doroty dà l’allarme e sveglia tutti.

<<E’ una strega! Leghiamola!!>>

Il Leone la immobilizza sedendocisi sopra, Alice la lega e Pecheronza, arrabbiatissima, la minaccia con il suo pungiglione.

Una volta legata la strega, Doroty decide di andare a vedere cosa c’è dietro alla porta nascosta dal quadro. Apre lentamente l’uscio misterioso: il buio avvolge tutto, l’aria è fredda, umida e appiccicosa. C’è una scala stretta e ripida da scendere. Dopo un po’ gli occhi si abituano al buio e lei riesce a vedere che il pavimento è coperto di acqua.

L’acqua dapprima è ferma, poi inizia a muoversi e ben presto si agita e dall’acqua esce qualcosa… Doroty stringe gli occhi per vederde meglio, poi li spalanca!

Un mostro enorme esce dall’acqua : è grigio, a forma di sacco e quando si muove sembra un viscido “slime”.

Doroty a questo punto scappa da quella strana cantina e il mostro sembra inseguirla.

<<Presto, amici, fuggiamoooo…>>

Gli amici si voltano e la vedono scappare inseguita da un mostro grondantre acqua sporca, melmosa, viscida e puzzolente.

<<Noooooo! Il mio cucciolo! Il mio piccolo PUZZOMAN!!!!!!!>> grida la strega appena svegliata, in preda ad un attacco isterico.

Puzzoman, finalmente libero, si tuffa nel fiume che scorre lì sotto.

Alice riconosce il mostro contro cui dovrà combattere per salvare Acquamondo e si lancia all’inseguimento. Bianconiglio e Bibì, Pecheronza e Gocciolina, Doroty, Totò, il Taglialegna, lo Spaventapasseri ed il Leone, la seguono. Salgono tutti sulla barchetta verde e cercano di raggiungere Puzzoman, che ormai ha preso il largo, lasciando dietro di sè una scia oleosa, verde, piena di plastica e di materiali maleodoranti. Si sta dirigendo verso il mare… Mentre lo inseguono Doroty spiega al gruppo cosa ha visto nella cantina e come ha fatto a capire che Violetta era una strega.

Nel frattempo al mulino arriva uno strano ragazzo a bordo di una moto da cross elettrica, con una bandierina con l’immagine di un panda che sventola, attaccata ad un’asticella flessibile, dietro al sedile. E’ alto e magro, ha la barba e i capelli mossi e spettinati, che spuntano da uno strano cappello rosso, che completa un abbigliamento a dir poco stravagante.

Si guarda un po’ in giro e poi entra nella panetteria.

<<Buongiorno…>>

<<Aiuto!>> grida Violetta, legata a terra con il viso rivolto verso il pavimento e la braccia dietro alla schiena.

<<Ma, che è successo?>> chiede il ragazzo, mentre prontamente si avvicina per liberarla.

Violetta, piangendo a dirotto, racconta di essere stata assalita da un gruppo di ladri, che l’hanno legata, perchè non chiedesse aiuto, prima di fuggire dopo aver divorato tutto ed aver rubato il suo “tesoro”. Il ragazzo le scioglie i lacci che le stringono le braccia, poi la aiuta a girarsi. In quel momento lei lo guarda negli occhi e, con un incantesimo, lo lega a sè per sempre…

Senza più bisogno di dare spiegazioni, gli ordina di portarla in direzione del mare, perchè sa che è là che è diretto il suo “cucciolo”. Il ragazzo prende La SS 77 Var e guida come un automa. Arrivati alla fine della superstrada, la strega lo fa girare verso Porto Sant’Elpidio. Deve raggiungere la foce del fiume Chienti.

Lungo il cammino, Puzzoman, con i suoi liquami tossici, ha già fatto morire un sacco di pesci. Se arriverà in mare aperto, non ci sarà più nulla da fare per Acquamondo.

La barchetta verde sta procedendo con prudenza per evitare brutte sorprese. Alice pensa di mandare in avanscoperta Pecheronza e Gocciolina. Le due piccole amiche prendono il volo…

Mentre seguono la scia di morte di Puzzoman, si lasciano distrarre da uno spettacolo assai curioso, che si sta svolgendo un po’ distante dal fiume: un gatto nero sta insegnando a volare ad una gabbianella.

<<Ma che stai facendo?>> gli chiede Pecheronza.

<<Zitta, piccola ape! Non abbiamo tempo da perdere, noi. Questa è una storia troppo complicata.>>

<<Guarda che neanche noi abbiamo tempo da perdere, sai!?! Con i nostri amici stiamo inseguendo un mostro, brutto, sporco, puzzolente ed inquina-acque, che sta scendendo a mare per la via del fiume. >>

La gabbianella, pronta al decollo, con le ali aperte e lo sguardo concentrato, si blocca. Richiude le ali e si volta verso il gatto:<<Pensi che sia lui che ha ucciso la mia mamma?>>

Il gatto allora si fa triste, accarezza la gabbianella ed inizia a raccontare:<<Dovete sapere che la sua mamma, Kenga, è stata uccisa da un’onda nera. In punto di morte ha deposto un uovo ed io le ho promesso che me ne sarei occupato. Ora la gabbianella è mia figlia ed io le sto insegnando a volare.>>

Pecheronza guarda il gatto con profonda stima, poi capisce che deve affrettarsi a trovare Puzzoman, lo deve anche a quella piccola gabbianella.

<<Noi dobbiamo volare via di corsa. Voi non muovetevi di qui, più avanti la situazione fra poco sarà molto pericolosa.>>

Si salutano.

Pecheronza e Gocciolina proseguono il volo e, verso il punto in cui il fiume Chienti si riversa nel Mar Adriatico, avvistano Puzzoman.

E’ più grande che mai ed emerge dalle acque avvolto in una nebbia puzzolente e adagiatosu plastica e copertoni che galleggiano in mezzo ad una enorme macchia di petrolio, l’onda nera, la maledizione degli umani.

Pecheronza vola a velocità supersonica verso la barchetta verde, con Gocciolina al seguito, che rischia di moltiplicarsi in mille goccioline più piccole.

<<Aliceeeeee!!! Sbrighiamoci, Puzzoman non è molto distante e sta diventando sempre più grande. Se arriverà in mare aperto Acquamondo scomparirà per sempre!>>grida Pecheronza, mentre Gocciolina, terrorizzata, piange a dirotto.

Alice decide di proseguire a piedi e, con un salto, raggiunge la riva. Gli amici mettono al riparo la barca e la raggiungono. Quasi contemporaneamente si sente il rumore di una moto che si sta avvicinando. Avvistato Puzzoman, Alice prende un lungo palo appuntito, da un cantiere vicino alla foce del fiume, e si dirige verso il mostro, chiamandolo a gran voce. Il mostro si volta e, lanciando urla spaventose, con la bocca spalancata da cui fuoriesce ogni sorta di materiale tossico, residuo di pesticidi di ogni tipo, muovendosi lentamente ma percorrendo uno spazio grande, a causa della sua mole, si dirige verso di lei per attaccarla.

<<Cucciolo mio adorato, eccomi, sono arrivata! Torna da me!!>>

La moto è arrivata e la strega scende di corsa e si dirige a braccia aperte verso Puzzoman.

Doroty capisce subito che deve intervenire. Chiama Pecheronza e le sussurra qualcosa all’orecchio. Pecheronza vola come un razzo contro Violetta, che, spaventata, comincia ad agitarsi per scacciarla. Nel frattempo lo Spaventapasseri comprende la situazione, va verso la strega e si inginocchia dietro di lei. L’ape fa indietreggiare Violetta fino a farla inciampare sullo Spaventapasseri. La strega è a terra! Il Leone, come la volta precedente le si siede sopra e la immobilizza. Doroty le sfila velocemente le scarpette rosse, mentre Violetta scalpita all’impazzata per cercare invano di impedirglielo.

In questo preciso momento si spezza l’incantesimo.

Il ragazzo allora scende velocemente dalla moto e prende in mano la situazione che, per Alice si sta facendo veramente pericolosa. Sale su un escavatore, abbandonato dagli operai in fuga dal cantiere, e, con la pala alzata, si dirige verso il punto del combattimento. Appena arriva all’altezza di Alice, la ragazza, con un balzo felino, salta su. Il Caterpillar continua a muoversi contro il mostro, che sta lanciando ogni sorta di bidone da cui fuoriescono liquami fosforescenti.

CLANGH! CLANGH!

WROOOOMMMM!

CLANGH!

WROOOOMMM…

VROOM…la bocca della cucchiaia viene spinta sotto a Puzzoman, nel punto più basso possibile, e poi risollevata con decisione. Il mostro è fuori dall’acqua e urla, grondando petrolio, avvolto in una nuvola di smog.

A riva Doroty si abbraccia con lo Spaventapasseri e il Tglialegna, Bianconiglio, Bibì, Totò, Pecheronza e Gocciolina esultano in girotondo, gli operai del cantiere si abbracciano in corro di URRA’! Intanto sono arrivati anche il gatto nero e la gabbianella, che si fermano vicino al Leone, che sobbalza battendo le mani sulla pancia della strega.

Puzzoman, fuori dall’acqua, inizia a tossire: sta soffocando.

Alice ed il ragazzo dirigono l’escavatore verso un Acquapark lì vicino. Mettono in salvo il mostro immergendolo in una mega-piscina, che si affrettano a chiudere con un mega-telo in materiale super-resistente.

<<Lo vedi che ce l’abbiamo fatta!?!>>dice il Bianconiglio a Bibì, mentre si asciuga la fronte con un fazzolettone a quadri bianco e rosso.

<<Mh!>>mugugna quest’ultima per non dargli soddisfazione.

Alice ed il ragazzo dallo strano cappello rosso stanno tornando indietro.

<<Ragazzi, vi presento Puck.>>

<<Puck?>>chiedono gli altri in coro.

<<Sì, Puck. Sembra uno strano nome, ma nel suo mondo non lo è. E’ uno gnomo.>>

Alice smette di parlare per dare ai suoi amici il tempo di assimilare l’informazione. Poi riprende:<<Vive in una foresta delle Grandi Montagne insieme a sua moglie Becki ed è stato incaricato dal Re degli gnomi di salvare Acquamondo. Ci siamo conosciuti anni fa, durante un’altra emergenza ambientale.>>

A questo punto prende la parola Puck:<<Noi gnomi abbiamo il compito di proteggere le immense foreste della terra e gli animali che le popolano, i verdi pascoli e le acque limpide. Dio ha dato all’uomo tutte queste meraviglie: il sole che scalda la terra e fa germogliare i semi, che scioglie le nevi dei nostri monti in mille ruscelli d’argento; l’acqua che dà vita alle piante e le nutre, che disseta e rinverdisce le foreste; i grandi alberi che accolgono e proteggono i nidi, che ci donano ombra, aria pura e fuoco per riscaldarci nelle notti fredde. Ma l’uomo sta diventando distratto. Non si ferma più a sentire la canzone del vento fra gli alberi del bosco o a guardare il cielo infuocato nel tramonto. Egli sporca le praterie e le limpide acque dei ruscelli, uccide gli animali per divertirsi, viola il silenzio dei boschi con il rumore delle macchine, perchè vuole costruire, costruire, costruire, per arrivare sempre più in alto…>><<Noi gnomi cresciamo i nostri figli nell’amore e nel rispetto della terra, perchè essa sia sempre fonte di vita per tutte le creature che vi abitano.>>

<<E il disegno sulla bandierina appesa alla tua moto?>> chiede incuriosita Pecheronza.

<<Quello è un panda.>> risponde prontamente Alice <<Rappresenta il WWF, un’associazione che lotta per la natura e per ogni singola specie che la abita. Anch’io ne faccio parte. Il nostro desiderio e impegno è costruire un futuro in cui le persone possano vivere in armonia con la natura.>>

Pecheronza e Gocciolina si guardano commosse e guardano i loro nuovi amici.

Gocciolina si accorge solo ora di essere arrivata al mare: la fine e l’inizio del suo viaggio.

Guarda Pecheronza e sente un brivido percorrerle il cuore. Deve dirle che è arrivato il momento di separarsi per sempre.

Pecheronza sente lo sguardo della sua amica.

<<Perchè mi stai guardando così?>> le chiede.

<<Perchè sono arrivata alla fine di questa vita.>>

<<Stai morendo?..>>

<<Sto per trasformarmi.>>

<<Mi mancherai.>>

<<Non piangere…>>

<<Potresti restare.>>

<<Che bella idea! Pazza, folle, meravigliosa idea. Ma non posso. Ho delle cose da fare ad Acquamondo. Tornerò, ma tu non mi riconoscerai.>>

<<Ti cercherò… nei giorni di pioggia e in ogni pozzanghera, nei giorni di sole…in ogni goccia di rugiada …>>

<< Non darti pena. Lasciami andare. Pensa a me tutte le volte che vedrai un arcobaleno: allora io sarò vicino a te e tu sarai con me.>>

Pecheronza capisce che il momento è arrivato. Apre la sua mano e Gocciolina scivola via. Per sempre.

Pecheronza non ha mai provato un dolore così grande.

E’ il tramonto. Tutti gli amici si stringono attorno alla piccola ape che sta piangendo. Lo Spaventapasseri la invita ad andare con lui e le parla del suo bellissimo campo di grano, mentre il Taglialegna di latta piange a dirotto, con Doroty che si affretta ad asciugarlo e ad oliargli le giunture.

<<Nessuno ha mai ottenuto nulla con le lacrime! La vogliamo smettere o no? C’è una missione da portare a termine, lo avete scordato?>> la voce severa di Bibì spezza la commozione. Si fa il silenzio.

Pecheronza rimane immobile, poi si volta verso la topolina:<<Ma, il mostro è stato catturato, cosa rimane da fare?>>

<<Rimane la cosa più importante: portarlo in salvo.>>risponde Puck<<Puzzoman non è cattivo, ha solo fatto le scelte sbagliate. Ora dovrà essere disintossicato, differenziando innanzitutto l’immondizia che lo compone e smaltendo quella più pericolosa nel modo corretto. Ma soprattutto dovremo tenerlo lontano da Violetta. E’ lei che lo ha costretto ad essere così com’è. Poi penseremo anche a Violetta, perchè abbia la punizione che merita per il male che ha fatto ed impari a comportarsi.>>

Violetta, distesa ancora in terra, sotto il peso del Leone, digrigna i denti e cerca di divincolarsi.

<<Forza! Forza! Forza!E’ tardi! E’ tardi! E’ tardi!>>saltella qua e là il Bianconiglio incitando tutti.

Doroty, timidamente prende la parola:<<Ragazzi, scusateci, ma noi dobbiamo ritrovare la strada di mattoni gialli.>>

<<Perchè non rimaniamo tutti insieme? Potremo fare grandi cose…>>dice Alice .

Doroty non risponde.

Pecheronza invece sì: <<Siete gli unici amici che io abbia mai avuto, ma ora devo tornare a casa. Ci sono domande a cui devo rispondere e cose che devo fare. Con Gocciolina ho compiuto un viaggio meraviglioso e grazie a lei ho conosciuto Acquamondo. Ho fatto incontri importanti e da ciascuno ho ricevuto insegnamenti preziosi.

Pitti e Luna mi hanno insegnato a guardarmi intorno, con curiosità e attenzione.

Pinocchio a passare alla larga dalle cattive compagnie.

Loris Wood che non bisogna pensare solo a se stessi, ma al benessere di tutti.

E poi ci siete voi, carissimi compagni di avventura, che mi avete insegnato che ognuno porta in sè sia il bene che il male e che la vita è quella che scegliamo noi. Dobbiamo trovare dentro di noi il coraggio per fare la scelta giusta e combattere per realizzare i nostri sogni, anche se sembrano impossibili. Come un gatto che adotta una gabbianella e le insegna a volare. Perchè l’unica via per ottenere l’impossibile è pensare che sia possibile. Giusto, Alice?

E l’importante non è la meta finale, ma l’esperienza del viaggio insieme, l’appoggio reciproco e l’amicizia che si crea. Giusto, Doroty?

Siamo arrivati fin qui. Ora le nostre strade si separeranno.>>

Alice allora si avvicina a Pecheronza e le sussurra all’orecchio: <<Buon viaggio a vederci!>>

Pecheronza guarda Alice…ma è scomparsa.

Cerca gli altri…ma sono tutti scomparsi.

E’ il tramonto… di un giorno che è stato, di un giorno che è, di un giorno che sarà. Perchè “Il tempo è bizzarro nei sogni”. Pecheronza scopre che quando si è molto tristi si amano i tramonti.

Con un coraggio mai conosciuto prima la piccola ape vola verso casa.

Il suo viaggio nel Paese delle Meraviglie è appena iniziato.

FINE