https://www.youtube.com/watch?v=GspHIl_epR0
Pecheronza e Gocciolina stanno sottoterra.
Pecheronza si guarda intorno, ma è tutto buio.
Impaurita si agita, gira su se stessa e sbatte ovunque: terra, sassi, radici, foglie, rametti, erba…ma laggiù c’è una piccola lucina fioca…
Trascinandosi dietro Gocciolina, si dirige verso quel minuscolo puntino luminoso. E’ la lanterna di una lucciola.
Mentre, insieme alla sua amica, l’ape cerca di capire come possa aver fatto una lucciola a perderla, si sente un grido: <<AIUTOOOO!!! SALVATE MIO FIGLIOOO!!!>>
E’ una mamma in lacrime.
<<Che cosa sta succedendo, signora?>>
<<Sono Melolontha mamma e una talpa ha rapito il mio piccolo. Se lo vuole mangiare ed io sono disperata! Aiutatemi, per pietà!>>
Pecheronza e Gocciolina, sprezzanti del pericolo, si lanciano alla ricerca della talpa.
All’improvviso si para loro davanti un grosso animale, che, digrignando i denti, cerca di afferrarle con le grosse zampe squamose.
Gocciolina scivola via, ma Pecheronza fa fatica a muoversi.
<<Aiuto, povera me, è la fine…>>dice sottovoce.
Si guarda in giro e trova una radice di faggio su cui arrampicarsi.
Troppo tardi.
Grazie alle sue potenti zampe, quel demonio di una talpa si sta avvicinando.
Pecheronza si gira di scatto, per un ultimo tentativo disperato di difesa e la talpa non si accorge che il pungiglione dell’ape le sta arrivando dritto, dritto sul muso.
<<Come puoi pensare di farmi paura?>> dice la talpa facendo la voce grossa dopo essere stata graffiata sul naso.
Pian piano, però quello che sembrava un piccolo graffio, fa sempre più male e inizia a sanguinare sempre di più.. Il dolore lancinante trafigge la bestia, che, con uno strepito di versi terribili, non riesce a fare altro che girarsi, con un colpo della sua grande coda, e allontanarsi…meditando vendetta.
Nel frattempo Gocciolina si accorge che, scivolando, è arrivata nella tana della talpa. Lì, sotto ad un mucchietto di foglie, scorge il piccolo Melolontha che piange.
Le grida della talpa si stanno però avvicinando. Gocciolina capisce che non c’è tempo da perdere e chiama Pecheronza a squarciagola.
<<PECHEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!….>>
Pecheronza reagisce velocemente, ma anche la talpa sente e capisce che il grido proviene dalla sua tana.
Infuriata corre il più velocemente possibile.
Ma Pecheronza arriva prima, afferra Melolontha piccolo e Gocciolina e, proprio nel momento in cui la bestia infila il muso ancora sanguinante nella tana, sguscia via risalendo verso l’alto. Le sue ali hanno acquistato un potere straordinario e lei riesce a penetrare nel terreno, come trasportata da una forza incredibile.
Pecheronza e Gocciolina riportano il piccolo alla sua mamma, che lo sta aspettando in lacrime e che vorrebbe ringraziarle in qualche modo. Ma non c’è tempo, perché mentre sono lì, tutti insieme, Gocciolina viene risucchiata di nuovo dal terreno e trascina via anche la sua amica.
Mentre scivolano giù, sentono in lontananza rimbombare le urla di rabbia della talpa.
Angoscia e tristezza però lentamente invadono il cuore di Pecheronza. Un luogo sempre più inquietante e lugubre le circonda. Un odore nauseabondo le avvolge. Man mano che scendono ci sono sempre più scheletri e cadaveri decomposti.
Stranamente Gocciolina sembra tranquilla, mentre Pecheronza inizia ad essere disgustata…preoccupata…
Improvvisamente mani gelide, fredde come la morte, si serrano intorno al suo collo. Lancia un urlo. La gola diventa secca, fa fatica a far uscirle anche il respiro. Allora rimane immobile, come pietrificata, e non ce la più a pensare.
Poi vede Gocciolina, che la sta guardando e…sta ridendo…
Pecheronza intuisce che forse non sta succedendo nulla di grave. Trova il coraggio per voltarsi lentamente e in quel momento scopre di aver trattenuto il respiro così a lungo, che le fa male il petto. Lo butta fuori con uno sbuffo sonoro.
Nel frattempo si accorge di essersi semplicemente impigliata nello scheletro di un maggiolino. Allora riprende un po’ di coraggio e ricomincia a scendere con la sua amica. Ma non è del tutto tranquilla, perché quel luogo è spaventoso e lei si guarda intorno con sospetto.
Ad un tratto qualcosa si muove. Cos’é?
Un’ombra saettante nera, contro il terreno grigio-giallastro. Qualcosa sta andando verso di lei.
Un gemito sommesso.
Ombre guizzano verso di lei.
Pecheronza inizia a correre con il cuore che le batte forte e si trascina dietro Gocciolina. Ma le ombre si fanno sempre più vicine, sempre più scure: stanno per catturarla!
Sente che non riuscirà a mettersi in salvo. Anche Gocciolina inizia a preoccuparsi.
Con un ultimo disperato sprazzo di energia, Pecheronza dà un colpo d’ali e si infila in una piccola buca appena intravista. Il cuore le batte all’impazzata, il sangue le pulsa nelle tempie.
Appiattite contro il terreno, le due povere amiche aguzzano l’udito, per sentire se qualcuno si avvicina.
Un suono lamentoso le fa sussultare.
Pecheronza prova a sporgere un po’ la testa, per vedere.
Piccole creature fanno frusciare un tapperto di foglie secche; corpi scheletriti emergono dal terreno; corpi deformi, macilenti, grondanti di bava giallastra e schiumosa, lanciano urla terrorizzanti.
La macabra orda di mostri avanza verso di loro.
Pecheronza e Gocciolina capiscono di non avere scampo. E’ come se quei mostri riuscissero a vederle attraverso il terreno.
In attesa della fine, si abbracciano tremando a ridosso di una parete di sassi.
Improvvisamente la parete crolla.
<<Aiutooooooooo!!!!>>
SPLASH!
TIC-TAC! PLIC-PLAC! TIC-TAC! PLIC-PLAC! …
Pecheronza e Gocciolina stanno galleggiando in una piccola pozza d’acqua, ma, cos’è quel rumore continuo e irritante?
TIC-TAC! PLIC-PLAC! TIC-TAC! PLIC-PLAC! …
Gocciolina comincia ad emozionarsi e guida la piccola ape attraverso un cunicolo sempre più stretto. Il terreno è umido, sempre più bagnato, finché non sembra di camminare su una spugna.
TIC-TAC! PLIC-PLAC! TIC-TAC! PLIC-PLAC! …
Si affonda. La spugna le assorbe.
TIC-TAC! PLIC-PLAC! TIC-TAC! PLIC-PLAC! …
Gocciolina è piena di gioia, ride beata, ma Pecheronza, dapprima incuriosita, pian piano si accorge che succede qualcosa di strano.
TIC-TAC! PLIC-PLAC! TIC-TAC! PLIC-PLAC! …
La spugna gocciola.
TIC-TAC! PLIC-PLAC! TIC-TAC! PLIC-PLAC! …
Mentre cadono le goccioline si chiamano a vicenda e si induriscono una attaccata all’altra; formano delle sculture di roccia con la punta rivolta verso il basso o verso l’alto, dentro ad una grotta.
TIC-TAC! PLIC-PLAC! TIC-TAC! PLIC-PLAC! …
Pecheronza capisce subito che se Gocciolina si lascerà convincere a fermarsi, sarà spacciata per sempre.
TIC-TAC! PLIC-PLAC! TIC-TAC! PLIC-PLAC! …
Gocciolina continua tenere per mano Pecheronza ed inizia a scivolare su una di quelle sculture.
TIC-TAC! PLIC-PLAC! TIC-TAC! PLIC-PLAC! …
Sempre più lentamente. E man mano che rallenta, diventa sempre più opaca.
TIC-TAC! PLIC-PLAC! TIC-TAC! PLIC-PLAC! …
Fa sempre più freddo.
TIC-TAC! PLIC-PLAC! TIC-TAC! PLIC-PLAC! …
Ancora una volta, non c’è tempo per pensare, non c’è tempo per capire. Bisogna agire e molto in fretta!
La piccola ape strattona la sua amica ed è di nuovo
SPLASH!
Si ritrovano in un rivolo d’acqua che le sta conducendo ad un’apertura tra le rocce, laggiù, in fondo alla grotta.
Finalmente in salvo! pensa Pecheronza.
La corrente però diventa sempre più veloce, man mano che si avvicinano all’uscita. Non importa. Ci siamo quasi. Finalmente fuori!!!
Il cielo è azzurro, l’aria è fresca, profumata, secca.
Ma…
AIUTOOOOOOOOOOOOO!!!!!…
Non c’è più terra! E’ una forra!
Si precipitaaaaaaaa!!!!
<<EVVIVA!>> grida Gocciolina.
<<AIUTOOOO!MORIREMOOOOOOOO!!!>> strilla Pecheronza, mentre l’acqua della cascatella la scaraventa sui sassi sottostanti.
Proprio in quel momento un ragazzetto con un ciuffo verde da cui spunta una ciocca fluo che splende sotto il sole, le vede, le prende e le poggia delicatamente nel palmo della sua mano.
E’ Loris Wood! Il green reporter che ha investigato sul mistero delle api scomparse.
Gocciolina è euforica e non si accorge che la sua amica giace priva di sensi vicino a lei.
https://www.youtube.com/watch?v=i_T_gsACpLs
(continua)

